GIACOMO GARZYA. FLASH SULLA BARCOLANA: ALLE LUCI DELLA SERA. MERCOLEDÌ 15 APRILE 2026 ALLA SALA COMUNALE D’ARTE DI TRIESTE INAUGURAZIONE DELLA PERSONALE DEL FOTOGRAFIO E POETA NAPOLETANO
INFORMAZIONI UTILI:
| Inaugurazione: mercoledì 15 aprile 2026 alle ore 19.00 Dove: Sala Comunale d’Arte · piazza Unità d’Italia, 4 · Trieste Quando: 16 aprile · 4 maggio 2026 Orario: tutti i giorni ore 10 · 13 e 17 · 20 |
A cura di: Marianna Accerboni Info e contatti: +39 339 1051815 · +39 335 6750946 Download: Scarica l'invito |
NEWS RELATIVE ALL'EVENTO:
Ritratto fotografico di GarzyaGiovedì 23 aprile alla sala Bobi Bazlen di palazzo Gopcevich a Trieste presentazione degli ultimi due libri di fotografie del fotografo poeta Giacomo Garzya
Giovedì 23 aprile alle ore 17.30 avrà luogo alla Sala Bobi Bazlen di Palazzo Gopcevich la presentazione degli ultimi due libri di fotografie del fotografo poeta Giacomo Garzya: Mare. Sponde e onde dal mondo (Napoli 2026, Iuppiter edizioni, pp. 320, € 40) ed Echi di pietra sulle rotte delle sirene. Gli ellenismi nel Mediterraneo (Napoli 2026, Iuppiter edizioni, pp. 80, € 20). L’incontro è curato da Claudia Colecchia, responsabile Fototeca dei Civici Musei del Comune di Trieste, e dall’architetto Marianna Accerboni e vi parteciperà anche Garzya, che da sei anni si è trasferito da Napoli a Trieste.
In contemporanea alla mostra “Flash sulla Barcolana: alle luci della sera”, che propone fino al 4 maggio alla Sala Comunale d’Arte gli scatti digitali recenti del poliedrico fotografo e poeta napoletano Giacomo Garzya, avrà luogo giovedì 23 aprile alle 17.30 alla Sala Bazlen di Palazzo Gopcevich, la presentazione degli ultimi due libri di immagini dell’autore: Mare. Sponde e onde dal mondo (Napoli 2026, Iuppiter edizioni, pp. 320, € 40) ed Echi di pietra sulle rotte delle sirene. Gli ellenismi nel Mediterraneo (Napoli 2026, Iuppiter edizioni, pp. 80, € 20). L’incontro è curato da Claudia Colecchia, responsabile Fototeca dei Civici Musei del Comune di Trieste, e dall’architetto Marianna Accerboni e vi parteciperà anche Garzya, che da sei anni si è trasferito da Napoli a Trieste.
“Anche attraverso il numeroso pubblico che viene in mostra – afferma il fotografo -, Trieste mostra un’attenzione, un livello culturale, una curiosità palpabile verso il nuovo. E per certi versi con tutte le sue etnie è simile a Napoli, dove già nel ‘700 ci stavano i cinesi…”.
Durante l’incontro – scrive Marianna Accerboni - saranno proiettate numerose delle centinaia di immagini pubblicate nei due accurati e ampi volumi, stampati full color su carta Gardamatt, che riassumono l’attività del fotografo dal 1982 a oggi, citando anche dei versi intensi su Capri: luogo dell’anima, fondamentale per comprendere l’autore, che nelle foto riesce quasi magicamente a instillare una sorta di energia mediterranea che, enfatizzando i contrappunti di luce e i cromatismi, offre per esempio un’interpretazione insolita e meno ‘algida’ della Barcolana, motivo forse del grande apprezzamento del pubblico verso la mostra. Pagine che ci avvicinano a un artista capace di fermare l’attimo fuggente senza necessità d’intervenire in fase di postfazione, salvo qualche calibratura della luce, aderendo al concetto di sintesi, suggerito a Garzya dal grande fotografo Pepi Merisio, che già nel 1995 lo invitò a collaborare e a esporre insieme a Napoli nella prestigiosa sede dell’Oratorio dei Nobili in piazza del Gesù.
Il volume intitolato Mare. Sponde e onde dal mondo, che si avvale della prefazione di Fabio Curcio e Maurizio Ribera d’Alcalà, presenta oltre 500 scatti, realizzati dal 1988 a oggi con il mezzo analogico e dal 2009 digitale, e suddivisi in 13 sezioni, che testimoniano la passione per i viaggi di Garzya, fotografo molto colto e sensibile: dal volo libero dei gabbiani sul Tirreno al mare che non si vede, ai paesaggi marini di Napoli, Trieste e Venezia, alle emozioni capresi. Per arrivare alla Costa delle sirene sulla costiera amalfitana, alle Egadi, a Malta con le attigue isole di Gozo e Comino, al calcare tra Jonio ed Egeo e al Salento, alla Dalmazia e al Montenegro, agli oceani Atlantico, Indiano e Pacifico e al lago d’Aral.
Il volume Echi di pietra sulle rotte delle sirene. Gli ellenismi nel Mediterraneo, introdotto da Chiara Spatuzzi, propone invece, attraverso oltre un centinaio di fotografie realizzate dal 1982 a oggi e suddivise nelle sezioni Echi di pietra, Sculture che parlano e I miei teatri, un incontro raffinato con la cultura della Magna Grecia e con sorprese interessanti come per esempio l’inserimento nel parco archeologico di Siracusa, delle opere dello scultore polacco Igor Mitoraj, in cui si fondono l’antico e il moderno.
COMUNICATO STAMPA:
Trieste Barcolana 57 (12 ottobre 2025) foto digitaleS’inaugura mercoledì 15 aprile 2026 alle ore 19 alla Sala Comunale d’Arte (piazza Unità d'Italia 4) di Trieste, la mostra personale del fotografo e poeta napoletano Giacomo Garzya, che sarà introdotta sul piano critico dall’arch. Marianna Accerboni. Nella mostra, intitolata “Flash sulla Barcolana: alle luci della sera”, sarà esposta una selezione di immagini fotografiche realizzate dall’autore con il mezzo digitale nel 2025 e nel 2024. Fino al 4 maggio (orario ogni giorno 10 - 13 e 17 - 20).
Vedi Napoli e poi muori, dice l'antico adagio, ma c'è anche chi, nato a Napoli – scrive Marianna Accerboni, per gli accadimenti della vita, sceglie di vivere a Trieste, sulle sponde di un altro mare. È il caso di Giacomo Garzya, prolifico poeta e fotografo che, con questa mostra ci offre un'interpretazione raffinata e molto personale del paesaggio di mare triestino, rivisitato attraverso il medium digitale con una sensibilità luministica mediterranea.
Grande viaggiatore di ampia cultura e apertura europee, Garzya rappresenta una sorta di fiume in piena: ricco di energia, si fa autore di una fotografia vitale, pervasa di cromatismi e luci potenti. La sua non è una rappresentazione romantica, neoromantica o d’ispirazione sturm und drang (tempesta e impeto), narrata in chiave mitteleuropea come spesso accade ad autori giuliani quali per esempio Fabio Colussi o come evidenzia il lessico espressionista di Livio Rosignano nel raffigurare la bora scura, ma è un’interpretazione con forti contrappunti di luce della natura di Trieste. In questa città, in cui la cultura italiana s’intreccia a molteplici suggestioni culturali europee e internazionali, Garzya porta i cromatismi accesi e brillanti e la luce intensa dell’arte visiva italiana. Un esempio per tutti potrebbe essere rappresentato dalla dinastia dei Tito, il cui capostipite, Ettore Tito, pittore e scultore (Castellammare di Stabia 1859 - Venezia 1941), portò la luce partenopea nella città lagunare, i cui artisti erano già caratterizzati da un’intensa e positiva sensibilità per il dato luministico, seguito in questo orientamento dal figlio Luigi (Sambruson, Dolo 1907 – Venezia,1991), pittore, e dal nipote Giuseppe (Venezia 1959 – 2022), pittore e scultore.
Garzya va oltre la dimensione introspettiva della luce del mare di Trieste - i cui artisti storici si erano formati a Venezia, Monaco di Baviera, Vienna e Berlino -, che riesce invece a traslare, attraverso una verve luministica e cromatica coraggiosa e intensa, in un fattore luministico gioioso e positivo, che non si guarda dentro ma gode dell’essere luce.
L’artista poeta ha inoltre avuto dal 1994 stretti rapporti di amicizia e di collaborazione con il grande fotografo Pepi Merisio, da cui ha tratto ripetutamente linfa e incoraggiamento per affrontare l’arte del terz’occhio sul piano professionale. Ed è stato inoltre incoraggiato nel campo della poesia sia dal famoso storico Giuseppe Galasso, che gli è stato Maestro negli studi, stilando inoltre la prefazione del suo secondo libro di poesie Maree (Napoli, 2001), che da Giuseppe Pontiggia.
Giacomo Garzya, nato a Napoli nel 1952 da padre leccese, napoletano d'adozione, e madre belga. Laureato in Storia moderna all’Università Federico II di Napoli, borsista dell’Istituto Italiano per gli Studi Storici e ricercatore del CNR, già docente di Materie letterarie, ha pubblicato saggi storici, una ventina di raccolte di poesie e diversi libri di fotografie. Ha partecipato a vari concorsi di poesia, risultando secondo al IV Premio Internazionale Fëdor Dostoevskij e ottenendo il titolo di Alfiere della cultura al XIX Premio Internazionale Mario Luzi 2023/2024. Molte sue poesie sono state tradotte in inglese, greco moderno, francese, spagnolo, tedesco e arabo classico. Biografia completa sul sito web Giacomo Garzya – Le Immagini e la Poesia / https://www.maree2001.it.
È autore di più 16.000 diapositive scattate dal 1981 al 2009 quasi sempre con una Kodak e di 30.000 foto realizzate in digitale dal 2009 a oggi.
Evento collaterale: giovedì 23 aprile ore 17.30
Sala Bobi Bazlen, Palazzo Gopcevich
Presentazione degli ultimi due libri di fotografie di Giacomo Garzya: Echi di pietra sulle rotte delle sirene. Gli ellenismi nel Mediterraneo (Napoli 2026, Iuppiter edizioni, pp. 80, € 20) e Mare. Sponde e onde dal mondo (Napoli 2026, Iuppiter edizioni, pp. 320, € 40) a cura di Claudia Colecchia, responsabile della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte del Comune di Trieste, e dell’architetto Marianna Accerboni.
